La revisione contabile secondo la Commissione Europea

Inserito il 18 ottobre, 2010 da in Prima Pagina | Post2PDF

 

Il 13 ottobre la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul settore della revisione contabile in Europa.
A tale proposito,  è stato pubblicato sul sito della UE un documento denominato: “Libro verde – La politica in materia di revisione contabile: gli insegnamenti della crisi”.
Attraverso il Libro verde la Commissione intende “
avviare un dibattito sul ruolo del revisore, sul governo societario e sull’indipendenza delle imprese di revisione contabile, sulla vigilanza dei revisori, sulla configurazione del mercato della revisione contabile, sulla creazione di un mercato unico per i servizi di revisione contabile, sulla semplificazione delle norme applicabili alle piccole e medie imprese (PMI) e ai piccoli e medi professionisti (PMP) e sulla cooperazione internazionale in materia di vigilanza delle reti di revisione contabile internazionali.”
I singoli temi trattati nel documento sono accompagnati da una serie di domande rivolte alle così dette parti in causa: investitori, dirigenti, dipendenti, autorità nazionali, revisori contabili, autorità fiscali, agenzie di rating del credito, analisti finanziari, ecc.. Tali soggetti avranno tempo sino all’8 dicembre per far pervenire a Bruxelles le proprie risposte.

Ma perché la Commissione europea avvia una consultazione sulla revisione contabile?
Scopo della consultazione è quello di verificare le condizioni in cui vengono svolti gli incarichi di  revisione contabile al fine di ridurre nuovi rischi di crack finanziari e così potenziare la stabilità dei mercati finanziari.
Il commissario UE per il Mercato interno e i servizi, Michel Barnier, ritiene che la crisi finanziaria degli ultimi anni ha portato alla luce una serie di criticità nel settore della revisione dei conti (o audit), degne di essere quantomeno approfondite.
La Commissione si pone, in particolare, alcune domande:  “le revisioni contabili forniscono la corretta informazione a tutti gli agenti finanziari?”. “Sussistono problemi circa l’indipendenza delle società di revisione?”. “Esistono rischi legati alla concentrazione del mercato?”. “La vigilanza a livello europeo può rivelarsi utile?”. “Qual è il modo migliore di far fronte alle esigenze specifiche delle piccole e medie imprese?”.

Il pensiero di Bruxelles è riassunto nelle parole di Barnier: “La veridicità dei bilanci è di importanza capitale ai fini della fiducia nel mercato. Tutti gli agenti finanziari devono poter fare affidamento su informazioni che rispecchiano la reale solidità finanziaria delle imprese. Il ruolo dei revisori contabili è importante ed è per questo che c’è bisogno di revisioni solide e del tutto indipendenti. La crisi ha messo in luce le manchevolezze del settore della revisione contabile: queste vanno esaminate per capire quali sono i miglioramenti che è possibile apportarvi. Credo sia importante affrontare la questione in maniera franca e aperta.  Nessun aspetto dovrebbe essere tabù“.

La logica è chiara: i mercati finanziari sono solidi se (tra gli altri fattori) sono solide le società che compongono tali mercati.
Le società sono solide se (tra gli altri fattori) lo sono i loro conti e i loro bilanci.
Compito della revisione contabile è di certificare la verità e la correttezza dei bilanci che le società presentano al mercato così da permettere al mercato stesso di formulare un giudizio sulla solidità delle società.
Il mercato deve poter fare affidamento sul giudizio della revisione contabile per poter formulare un’ ipotesi massimamente veritiera sulle società sottoposte a revisione.
Il revisore dei conti ottiene la fiducia del mercato se dimostra di essere indipendente dalle società sottoposte a revisione.
Per questo motivo, l’indipendenza dei revisori dovrebbe essere il fondamento della revisione contabile.

Alla luce  della crisi finanziaria e, in particolare, bancaria che ha imperversato negli ultimi anni in Europa, la Commissione ritiene che ci siano delle questioni che vanno approfondite. Tra quelle trattate nel Libro verde rientrano:

Indipendenza dei revisori. Come sottolineato dalla Commissione: “Non è chiaro se i revisori contabili siano realmente distaccati e critici quando esaminano i bilanci di un’impresa che è al tempo stesso loro cliente effettivo o potenziale per servizi diversi dalla revisione”.

Aspettative che genera un incarico di revisione tra le parti in causa. E’ impressione della Commissione che vi sia un divario tra lo scopo attuale della revisione contabile e le aspettative delle parti in  causa. Da un lato, infatti, la revisione si propone di fornire una “sicurezza ragionevole” sul fatto che “il bilancio nel suo complesso non presenta errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali”. Tale approccio sembra tradursi, nella pratica, in una certificazione sulla forma del bilancio e non sul suo contenuto. La revisione, cioè, mira a garantire che il bilancio sia redatto conformemente allo schema di regole legalmente riconosciute, ma non che il bilancio dia una rappresentazione fedele dello stato di salute della società. Le parti in causa, invece, si aspettano che la revisione lavori più sulla sostanza che sulla forma del bilancio.

Designazione e remunerazione dei revisori. I revisori vengono pagati dalla società che è sottoposta a revisione e questo, a parere della Commissione, crea una distorsione nel sistema.
La soluzione sarebbe quella di affidare ad un terzo, magari ad un’autorità di regolamentazione, la designazione, la remunerazione e la durata dell’incarico del revisore che assumerebbe a questo punto un’affettiva funzione di ispezione legale.

 Servizi diversi dalla revisione. Non esistono divieti a livello UE che impediscano ai revisori contabili di prestare servizi diversi dalla revisione contabile alla loro clientela. Tuttavia, tali servizi non possono essere prestati se, agli occhi di terze parti, sono utili a compromettere l’indipendenza del revisore.
Tale norma è stata applicata in maniera molto diversa nei i vari stati della UE. “In Francia, per esempio, vige il divieto totale in materia di prestazione alla clientela da parte di un revisore di servizi diversi dalla revisione contabile, nonché restrizioni rigorose sulla possibilità per i membri della rete di cui il revisore fa parte di prestare servizi ai membri del gruppo dell’entità sottoposta a revisione.
La Commissione si propone di rafforzare tale divieto, in modo da minimizzare i rischi legati all’indipendenza del giudizio del revisore.

Concentrazione e struttura del mercato. Il mercato della revisione delle società quotate è sostanzialmente dominato da quattro imprese di revisione contabile:  Deloitte & Touche, Ernst & Young, PricewaterhouseCoopers e KPMG, conosciute anche con il nome di “Big Four”. In termini di redditi, la quota totale detenuta dalle “Big Four” sul mercato della revisione delle società quotate supera il 90% nella maggior parte degli Stati membri dell’UE.
Tale concentrazione potrebbe comportare dei potenziali rischi di sistema. La Commissione, infatti, si domanda cosa potrebbe succedere se una delle grandi società di revisione contabile dovesse chiudere. A parere di Bruxelles “il mercato sembra troppo concentrato in termini di segmenti e non offre sufficienti possibilità di scelta ai clienti quando devono decidere a chi affidare la revisione.

Marco Mastromattei